Il funzionamento del gpl e il risparmio immediato alla pompa
Per capire se oggi conviene davvero puntare su un'auto alimentata a gas di petrolio liquefatto, è necessario partire dall'evidenza più immediata: il costo del carburante. Nel contesto economico del 2026, il prezzo del gpl si mantiene costantemente al di sotto della metà rispetto a quello della benzina senza piombo e sensibilmente più basso del gasolio. Questa differenza di prezzo non è un fenomeno temporaneo, ma strutturale, legato a una tassazione agevolata (accise ridotte) che lo Stato italiano mantiene per favorire carburanti a minor impatto ambientale locale. Quando ci si ferma al distributore, riempire un serbatoio di gpl da 40 litri comporta una spesa che spesso non supera i 30 euro, offrendo una sensazione di risparmio istantaneo molto forte rispetto agli oltre 70 euro necessari per lo stesso volume di benzina.
Tuttavia, un'analisi onesta non può fermarsi al solo prezzo al litro. Il gpl ha una densità energetica inferiore rispetto alla benzina, il che si traduce in un consumo chilometrico superiore di circa il 15-20%. Se un'auto percorre 15 chilometri con un litro di benzina, la stessa vettura ne percorrerà circa 12 con un litro di gpl. Nonostante questo scarto, il calcolo del costo per chilometro rimane abbondantemente a favore del gas. Immaginiamo un guidatore che percorre 15.000 chilometri l'anno: con la benzina spenderebbe circa 1.800 euro, mentre con il gpl la spesa scenderebbe a circa 900 euro, includendo i piccoli quantitativi di benzina necessari per gli avviamenti a freddo. Questo risparmio netto di circa 900 euro annui è il punto di partenza fondamentale per ogni valutazione sulla convenienza dell'investimento iniziale.