Cos'è il bonus mobili e come si inserisce nel sistema delle detrazioni fiscali
Il bonus mobili consiste in una detrazione Irpef del 50% per l'acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici destinati all'arredo di immobili oggetto di ristrutturazione. Non si tratta di un'agevolazione a sé stante, ma di un incentivo strettamente collegato ai lavori di recupero del patrimonio edilizio. Secondo le normative vigenti nel 2026, la detrazione viene ripartita in dieci quote annuali di pari importo. Questo significa che se un contribuente spende una cifra rilevante per arredare la propria abitazione, potrà recuperare la metà della spesa sotto forma di sconto sulle tasse da pagare nei dieci anni successivi all'acquisto.
Per poter beneficiare dell'agevolazione, è fondamentale che gli acquisti siano stati effettuati in connessione con interventi edilizi iniziati a partire dal 1° gennaio dell'anno precedente a quello dell'acquisto dei beni. La logica del legislatore è quella di favorire non solo il rinnovo estetico degli edifici, ma anche l'efficienza energetica e la modernizzazione degli ambienti domestici. La detrazione spetta anche se i beni sono destinati ad arredare un ambiente diverso da quello oggetto dei lavori, purché l'immobile sia lo stesso. Ad esempio, una ristrutturazione del bagno permette di detrarre l'acquisto dei mobili della cucina o della camera da letto.
Uno degli aspetti più rilevanti riguarda il limite di spesa, che viene calcolato per singola unità immobiliare comprensiva delle pertinenze, oppure sulla parte comune dell'edificio ristrutturata. Se un contribuente esegue lavori di ristrutturazione su più unità immobiliari, avrà diritto a più volte il tetto massimo di spesa. Bisogna però prestare attenzione a non confondere il bonus mobili con il bonus ristrutturazioni semplice: mentre il secondo riguarda le opere murarie e impiantistiche, il primo è specifico per l'arredamento e gli elettrodomestici, pur richiedendo la presenza del secondo come presupposto normativo.